Lingua

La lingua “olandese”

Tutti i giorni ci capita di sentire o usare diversi termini per indicare la regione geografica tra Belgio e Germania e la sua lingua: Paesi Bassi, Olanda, olandese, nederlandese. Se poi ci si avventura nelle Fiandre, la questione diventa più complessa, in quanto a questi si aggiunge anche “fiammingo”. Ma qual è il termine corretto?

Gli abitanti dei Paesi Bassi si riferiscono al proprio paese con Nederland, letteralmente ‘terra bassa’, trovandosi per gran parte sotto il livello del mare, e di conseguenza alla propria lingua con Nederlands. In italiano, quindi, si dovrebbero usare i corrispondenti “Paesi Bassi” e “nederlandese”. Questo è anche ciò che si insegna agli studenti di lingua e letteratura nederlandese nelle università italiane.

Ma allora perché la gente parla comunemente di “Olanda” e “olandese”?

Innanzitutto, è bene far presente che il termine “Olanda” non è scorretto di per sé, ma si riferisce solo a due province dei Paesi Bassi, ovvero l’Olanda Settentrionale, dove si trova Amsterdam, e l’Olanda Meridionale, dove si trovano L’Aia e Rotterdam. Queste sono soltanto due delle dodici province che insieme costituiscono i Paesi Bassi!

Ma perché, quindi, “Olanda” e “olandese”? Il motivo si deve far risalire al prestigio che avevano assunto queste due province durante il diciasettesimo secolo, noto nei Paesi Bassi come Gouden Eeuw ‘secolo d’oro’. Questo fu un periodo molto florido per le regioni dell’Olanda Settentrionale e Meridionale, storicamente riunite sotto il nome di Contea d’Olanda, sia economicamente che da un punto di vista politico e culturale.

Al tempo della Guerra degli Ottant’anni (1568-1648), che culminò con l’indipendenza della Repubblica delle Province Unite (odierni Paesi Bassi) dal dominio spagnolo, il Belgio faceva parte dei Paesi Bassi meridionali; fino al 1648 non vi era ancora, quindi, la chiara divisione in stati a cui siamo abituati ora. Nello stesso periodo era anche presente una forte tensione religiosa tra il Sud cattolico e il Nord protestante, che portò a una migrazione verso Nord dei protestanti residenti dell’attuale Belgio dopo la fine della guerra. Questa situazione contribuì alla fioritura economica del Nord e allo sviluppo della lingua nederlandese, in quanto molti dei migranti erano commercianti o comunque appartenenti all’alta borghesia.

La crescita sia demografica che economica e l’importanza politica della Repubblica delle Province Unite e in particolare della storica Contea d’Olanda portò quindi alla diffusione di quest’ultimo come nome identificativo. Questo è il motivo per cui in italiano si usano spesso “Olanda” e “olandese” invece che “Paesi Bassi” e “nederlandese”.

Per quanto riguarda l’uso del termine “fiammingo”, questo è tanto scorretto quanto “olandese”, in quanto si riferisce soltanto alle varietà dialettali delle province belghe delle Fiandre, che costituiscono solo due delle cinque (sei, contando la regione bilingue di Bruxelles) province nederlandofone del Belgio. Anche per la lingua ufficiale del nord del Belgio, quindi si utilizza il termine “nederlandese”.

Un altro motivo per cui non è corretto usare “olandese” in riferimento alla lingua, è dato dal fatto che questa non solo non è limitata all’Olanda, ma nemmeno agli interi Paesi Bassi! Non bisogna dimenticare, infatti, che il nederlandese è lingua ufficiale anche in Belgio, Suriname, Caraibi olandesi (isole di Sint Eustatius, Saba e Bonaire), Aruba, Curaçao e Sint Maarten. Come conseguenza dell’espansione della Compagnia delle Indie Orientali, anche in Indonesia il nederlandese è ancora vivo, nonostante non goda dello stato di lingua ufficiale. Chiamare il nederlandese con il nome di una varietà regionale parlata in solo due province sarebbe quindi estremamente riduttivo. Sarebbe come chiamare l’Italia e l’italiano rispettivamente “Toscana” e “toscano”!

Bibliografia

De Leeuw, Wouter (2002). “Nederlands in het Italiaans”. Onze Taal 71; 346-347.

Rizza, Riccardo (1994). “Il nederlandese, questo sconosciuto”. In Van der Linden, Kitty, Ted J. Meyer & Franco Paris (eds.): Passato e futuro della lingua nederlandese. Roma: Istituto Olandese di Roma; 41-52.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s