Cultura, Storia

Keti-koti: spezziamo le catene!

Il 1 luglio di ogni anno in Suriname e nei Paesi Bassi si festeggia una ricorrenza molto importante. Si tratta del Keti-koti, che in lingua sranan tongo significa “catene spezzate”, ed è la festa dell’abolizione della schiavitù in Suriname e nelle Antille Olandesi.

Già nel 1814 era stato fatto un primo passo verso l’abolizione della schiavitù con il regio decreto di Guigliemo I, che vietava il commercio transatlantico di schiavi a bordo di navi olandesi. Fu però solo l’8 agosto 1862 che la legge per l’abolizione della schiavitù fu firmata ufficialmente, per poi entrare in vigore l’anno successivo. L’evento fu celebrato con 21 colpi di cannone sparati dal forte Zeelandia a Paramaribo all’alba del 1 luglio 1863.

Legge di abolizione della schiavitù. Fonte: Historiek.

Il Keti-koti è festeggiato non solo in Suriname, ma anche a Sint Eustatius e Sint Maarten. A Curaçao, invece, si festeggia il Dia di lucha pa libertat (lett. “giorno della lotta per la libertà”) il 17 agosto di ogni anno, in memoria dell’inizio della rivolta degli schiavi di Curaçao nel 1795.

La legge per l’abolizione della schiavitù donò la libertà a circa 33000 schiavi in Suriname e circa 12000 nelle Antille Olandesi. Tuttavia, gli schiavi liberati dovettero accettare contratti di lavoro annuali per poter rimanere a lavorare per i dieci anni successivi; inoltre, gli schiavisti furono rimborsati per la loro perdita: 300 fiorini per schiavo in Suriname, 200 fiorini a Curaçao, Aruba, Sint Eustatius e Saba, e 100 fiorini a Sint Maarten.

Statua Kwakoe a Paramaribo, raffigurante uno schiavo liberato che spezza le proprie catene. Fonte: Historiek.

La celebrazione del Keti-koti comprende una grande parata detta Bigi Spikri “grande specchio”, in cui i partecipanti sfilano con vestiti tradizionali.

Parata del Keti-koti ad Amsterdam. Fonte: Hart van Nederland.

Non tutti, però, si uniscono ai festeggiamenti. Una categoria di popolazione in Suriname, i cosiddetti Marrons, è costituita dai discendenti di un gruppo di schiavi che fuggì dalle piantagioni per rifugiarsi nella giungla, dove si mescolò con la popolazione indigena arawak. Questi ancora oggi decidono volontariamente di non partecipare al Keti-koti, in quanto non furono liberati da una legge, ma si liberarono da sé.

Marrons surinamesi. Fonte: Wikipedia.

Mentre il Keti-koti è una festa nazionale in Suriname, nei Paesi Bassi non lo è, anche se molti discendenti di schiavi liberati lo festeggiano ugualmente. Ad Amsterdam, in particolare, è organizzata ogni anno una commemorazione presso il monumento nazionale dedicato alla memoria delle vittime della schiavitù.

Monumento nazionale ad Amsterdam. Fonte: Ketikoti Amsterdam.

È inoltre importante sapere che quest’anno la petizione per rendere il Keti-koti festa nazionale nei Paesi Bassi ha raggiunto le 40000 firme. La petizione è un’iniziativa di Stichting Nederland Wordt Beter, radio FunX e The Black Archives.

Bibliografia

Historiek: https://historiek.net/ketikoti-1-juli-viering-afschaffing-slavernij/108819/

Hart van Nederland: https://www.hartvannederland.nl/nieuws/viering-keti-koti-slavernijverleden

Ketikoti Amsterdam: http://ketikotiamsterdam.nl/1-juli-herdenking-afschaffing-slavernij/

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