Cultura

La Caccia Selvaggia nei cieli del Nord

“Wodan’s Wilde Jagd” (La Caccia Selvaggia di Wodan), Friedrich Wilhelm Heine (1882). Fonte: Wikipedia.

Nella tradizione popolare europea settentrionale, centrale e occidentale si tramandano racconti di un’orda di spiriti a cavallo che attraversa il cielo nel periodo appena antecedente al solstizio d’inverno. A seconda delle varianti, i componenti di questa caccia spettrale sarebbero bambini deceduti non battezzati, guerrieri morti in battaglia, vittime di una morte violenta, peccatori impiccati di recente e altro ancora. Come in una caccia vera e propria, sono presenti anche cani e i membri del gruppo suonano corni da caccia. In testa, invece, tradizionalmente si trova il Cacciatore Selvaggio, ossia Odino/Wodan, accompagnato dal suo fedele cavallo bianco.

Odino sul suo cavallo Sleipnir (NKS 1867 4°, The Royal Danish Library). Fonte: Wikipedia.

Trattandosi di un mito molto ricorrente in numerosissime versioni nell’area geografica di Germania (Wilde Jagd, Wilde Heer), Regno Unito (Wild Hunt) e Scandinavia (Den vilde jagt, Odens jakt, Oskorei), non c’è da stupirsi che ne esistano tracce anche nei Paesi Bassi; qui la Caccia Selvaggia prende il nome di Wilde Jacht o Wilde Heir.

Tra i racconti più frequenti associati alla Wilde Jacht, bisogna menzionare il fatto che questa sia accompagnata da un forte vento di tempesta. Quando il rombo del vento si avvicina, la gente nei villaggi si rinchiude in casa, perché chiunque si trovi all’aperto al passaggio della Wilde Jacht corre il rischio di essere trascinato via e di essere condannato ad unirvisi per l’eternità. Inoltre, incrociare il proprio sguardo con quello del Wilde Jager, il Cacciatore Selvaggio porta sciagura al malcapitato e ascoltare il boato prodotto dai cacciatori e dai loro corni può portare alla pazzia.

Di seguito riporto una descrizione della Wilde Jacht risalente al secolo scorso ambientata nel Twente, una regione non amministrativa dell’est dei Paesi Bassi :

Cohen (1919: 234) con mia traduzione a fronte.

La Wilde Jacht si presta naturalmente come ottimo soggetto di storie dell’orrore. Un altro racconto popolare, questa volta del sud dei Paesi Bassi, narra di due viaggiatori che, passando accanto ai corpi di due impiccati, si fermarono a deriderli; arrivata la sera, i viaggiatori si rifugiarono in una locanda, che stranamente trovarono vuota. Dopo che si furono accesi un fuoco, la porta si spalancò e un uomo con gli occhi fiammeggianti (da identificare con Wodan) entrò dicendo “Quei due uomini impiccati sono miei, portategli rispetto” e se ne andò. I due viaggiatori si svegliarono il mattino dopo in un campo e, arrivati finalmente a destinazione, raccontarono la loro storia in una locanda. Fu allora che gli fu rivelato che il posto dove credevano di aver trascorso la notte era stato distrutto in un incendio 50 anni prima.

Ancora oggi restano residui di questo mito nelle tradizioni popolari; in alcune aree della Germania, ad esempio, esiste ancora (o almeno, è certamente esistita fino a tempi recenti) l’usanza di correre per le strade del proprio villaggio imitando i boati e la furia della Caccia Selvaggia.

Raffigurazione del XIX secolo. Fonte: Eldaring.

Bibligorafia

Cohen, Josef (1919). Nederlandsche Sagen und Legenden II. Zutphen: W.J. Thieme.

Kershaw, Kris (2000). “The One-Eyed God; Odin and the (Indo-)Germanic Männerbunde”. Journal of Indo-European StudiesMonograph 36: 20-40.

Verhalenbank: www.verhalenbank.nl

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